Psiche istruzioni per l’uso

Il libro è in vendita presso la Libreria Lithos di Roma oppure facendone richiesta all’autore.

Questo agile manuale ha una semplice pretesa: quella di certificare al meglio le enormi e attualissime possibilità terapeutiche e culturali della psicoanalisi. La compagnia di Psiche diventa, per tutti i Ricercatori dell’Inconscio e dell’Anima, un vero Genio della Lampada di Aladino, che consente di leggere oltre, prima, sotto e sopra le cose umane, dalla guerra al fumo, dal terrorismo alla depressione, dai farmaci ai sogni. Il libro è diviso in quattro capitoli, che sono: Professione psicoanalista, contenente istruzioni per un felice svolgimento dell’attività analitica da parte degli addetti ai lavori; Viaggi e incontri con Psiche, che riporta le impressioni dell’autore di ritorno dal Giappone e dagli USA, ma anche dalla Parigi del Père Lachaise, e le interviste a Umberto Galimberti e Luigi Zoja; Psiconferenze, conversazioni su varia attualità, in cui sono ritratte anche le prime eroine della psicoanalisi, nonché squisite scrittrici, Lou Andreas Salome e Anaïs Nin; Due Maestri della Psicoanalisi, un ricordo degli Amici Aldo Carotenuto e Luigi Aurigemma.

Recensioni – Da Paulo Coelho a Laurie Anderson, ventitré interviste raccolte nel libro di un analista junghiano

di Luciana Sica (Fonte: La Repubblica)

Robert Altman e James Hillman, Laurie Anderson e Paulo Coelho, Georges Lapassade e Judith Malina. E poi ancora: Alberto Oliverio, Dacia Maraini, Aldo Carotenuto, Bianca Garufi, Laura Morante, Paolo Rossi, Daniele Sepe, Ernest Lawrence Rossi… ventitré personaggi intervistati sul sogno e la psicoanalisi, una galleria di ritratti piuttosto insoliti – di professori, antropologi, registi, attori, scrittori, pittori, musicisti, insomma d’ intellettuali e artisti – raccolti in un libro che ha un titolo basato su un calembour facile facile ma di sicuro effetto: Di che sogno sei, in uscita da Liguori (pagg. 170, lire 35.000). L’ autore è il quarantaquattrenne Amedeo Caruso, specialista in medicina interna e psicoterapeuta di formazione junghiana, studioso di trance e d’ ipnosi, ma anche appassionato cultore di piaceri letterari, con un gusto vistoso per il cinema, il teatro, la musica. Si direbbe uno psicoanalista en artiste, e il suo libro in qualche modo gli somiglia, riflette senz’ altro l’ eclettismo intellettuale, o anche più semplicemente il divertimento dell’ autore, la passione di curiosare, d’ indagare nelle pieghe più segrete degli affascinanti personaggi che tanto gli piace incontrare. Ecco, divertissement è la parola più adatta per descrivere questo libro esile ma gradevolissimo: se manca ovviamente lo spessore del saggio scientifico, alcuni passaggi possono comunque interessare anche i lettori più avvertiti. In particolare, è molto ben condotta l’ intervista ad Alberto Oliverio, uno psicobiologo di fama. Le risposte sono precise, mai banali, sempre molto colte. Da sottoscrivere pienamente è il punto di vista di Oliverio sulla psicoanalisi: poco gli importa “delle diatribe, delle valenze terapeutiche, se cura o non cura, se è morta o vegeta o vive”. E’ ben altro che conta alla fine, non certe posizioni apocalittiche che dissimulano malamente interessi fin troppo scoperti. Dice Oliverio, col sano distacco del neuroscienziato: siamo comunque di fronte a “un fenomeno che ha sovvertito completamente l’ immaginario non soltanto artistico e culturale, perché non credo che esista un artista del Novecento che non abbia dovuto fare i conti con l’ inconscio… “Poi è entrato, per utilizzare un termine junghiano, nell’ inconscio collettivo insieme ad altre discipline scientifiche, come per esempio la dimensione relativistica del pensiero, che oggi si tende a sottovalutare”. A volte invece – in questo singolare libro di Amedeo Caruso – le emozioni vengono profuse a piene mani, quasi con spudoratezza. Mettiamo – per fare un solo esempio – l’ incontro con la Anderson, sofisticata musicista sperimentale e donna bella e misteriosissima, “indossatrice di voci”, com’ è stata più volte definita (in modo riduttivo). Con lei il discorso scivola su tracciati diversi, assume subito un che di poetico e soprattutto di religioso, da quei laghi ghiacciati che sogna tanto spesso all’ adesione al buddismo. E come osa concludere l’ autore del libro il suo incontro con la Anderson? Con una frase che di asetticamente professionale non ha proprio nulla, e somiglia piuttosto al malinconico addio di un ragazzo innamorato: “Bon voyage, Laurie, today and forever and a day!”.

Di che sogno sei?

Di che sogno sei?Uno psicologo curioso e un po’ intrigante incontra attori e antropologi, professori universitari e rockstars, registi e scrittori, pittori e musicisti (e psicoanalisti) per conoscere i loro sogni e le loro opinioni sull’invenzione di Freud, Jung & Co. In conversazioni (senza vessazioni) inedite con il mondo contemporaneo creativo al di qua e al di là di Gibilterra – Robert Altman, Laurie Anderson, Aldo Carotenuto, Judith Malina, Paulo Coelho, Bill Frisell, James Hillman, Dacia Maraini, George Lapassade, Laura Morante, Paolo Rossi, Les White sono solo alcuni dei personaggi che s’incontrano nel libro – l’autore riesce a interrogare ciascun “oracolo” sulla sua verità più nascosta. Un lavoro che finalmente capovolge i rapporti psicoanalitici trasformando lo strizzacervelli in un paziente desideroso di sapere, ma non di guarire dalla mattia della domanda.

Allegato al volume un prezioso CD dei Naniga, psicogruppo strumentale di percussioni, indispensabile per accompagnare la lettura del libro e le inevitabili ri-percussioni che essa provocherà.

RECENSIONE di Luciana Sica