A che punto è la morte di Amedeo Caruso: perdono, assoluzione letteraria e promessa d’amicizia

Ho ricevuto e, con il benevolo consenso dello scrittore Pino Imperatore, pubblico:

Caro Amedeo,

innanzitutto perdonami per averti fatto morire. Non avrei neanche lontanamente immaginato che tu fossi una persona così brillante e briosa e un professionista di così chiara fama. La prossima volta non lo farò più…

Ma ora che ci penso, essendo tu già defunto, non potrei, fatta salva una tua ipotetica resurrezione, farti morire una seconda volta, anche perché troverei deontologicamente scorretto ammazzare un uomo morto. La mia etica me lo impedirebbe, credimi.

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Una recensione psicoanalitica davvero “personale” del giallo napoletano Aglio, olio e assassino di Pino Imperatore

ovvero: Elogio del mio assassino

Tutto è cominciato con una divertita telefonata ricevuta da una mia ex assistita (io preferisco definire “assistiti” i pazienti con me in cura medica o psicoanalitica), la cui psicoterapia ha sortito effetti gratificanti per entrambi, e, nonostante la lontananza geografica, siamo rimasti in ottimi rapporti che coltiviamo via email. Dunque qualche settimana fa, la signora Mavà (la chiamerò così perché era un suo ricorrente e sorridente intercalare) mi annuncia, assai divertita e ironica, che ha appena letto che sono stato assassinato! …in un romanzo giallo, però, si affretta ad aggiungere, insieme al fatto che questo libro viene venduto con appena un paio di euro in più insieme a un quotidiano. Mi augura una buona estate e mi consiglia la lettura, secondo lei piacevole, di questo volume, il cui autore è Pino Imperatore, sul quale mi documento, giustamente incuriosito, con rapidità. In serata trovo subito il libro presso l’edicola più vicina a casa mia. Pur avendo in cantiere questa estate una mole notevole di lavoro, non rinuncio all’intrigante idea di macinare un po’ di pagine di questo voluminoso noir; e, come fanno in genere i lettori “seriali”, controllo subito il numero totale delle pagine, senza provare a mettere a fuoco nient’altro dell’ultima pagina, che in questo caso porta il numero 361. Va bene, mi sono detto, cominciamo col leggiucchiare un pochino e vediamo se la storia mi prende.

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Contro Lacan

Un’indagine dentro e fuori il lettino di Lacan, affollato da moglie, amanti, figlie grate e figlie adirate, un genero principe ereditario, diversi discepoli fedeli e alcuni seguaci tartufi, una biografa autorevole ed esegeti da operetta e, ancora, imitatori da strapazzo, pazienti riconoscenti, epigoni italiani spretati e sfegatati, ricalcanti logodiarroici.

Questo libro potrebbe essere definito un pamphlet. Ma l’autore psicofuturista non ama troppo adoperare francesismi o anglismi laddove non è necessario. Questo libello contiene un’appassionata riflessione nei confronti di Jacques Lacan, del suo pensiero e dei suoi epigoni. Una dichiarazione di non-amore da parte di uno psicoanalista che ama la psicoanalisi, ma anche la chiarezza e non vuole perdere di vista l’intento terapeutico che caratterizza l’invenzione freudiana.

Contro Lacan coinvolge anche: Aldo Carotenuto, Antonio Di Ciaccia, Catherine Millot, Maurizio Crozza, Elisabeth Roudinesco, Filip Buekens, Gabriella Ripa di Meana, Hillman, Jacques-Alain Miller, James Hillman, il Libro nero della psicoanalisi, Marguerite Duras, Massimo Recalcati, Masud Khan, Jean-Bertrand Pontalis, Sergio Benvenuto, Slavoj Zizek e tanti altri.

Il fidanzato della parrucchiera – Recensione a Sarà il mio tipo? Di Lucas Belvaux

Sembra che le parrucchiere portino fortuna al cinema francese. Dopo quel capolavoro che è Le mari de la coiffeuse (1990) – di Patrice Leconte, con protagonista la nostra bellissima attrice Anna Galiena, in una delle vette della sua bravura, e Jean Rochefort, perfetto come mai – ecco comparire un’altra parrucchiera (quasi una sorella minore di Mathilde-Galiena) che ci regala un’interpretazione superba e ci dà una lezione femminile d’amore ancora più matura psicologicamente di quella del film di Leconte (perché qui non muore nessuno… morire d’amore è una tendenza ormai sconfitta dalla psicoanalisi). Siamo di fronte questa volta a una vera e propria rivincita delle parrucchiere contro gli algidi intellettuali che, pur insegnando filosofia, non hanno capito niente della vita e zero dell’amore. Il bello sofisticato di turno è Continua a leggere Il fidanzato della parrucchiera – Recensione a Sarà il mio tipo? Di Lucas Belvaux