A che punto è la morte di Amedeo Caruso: perdono, assoluzione letteraria e promessa d’amicizia

Ho ricevuto e, con il benevolo consenso dello scrittore Pino Imperatore, pubblico:

Caro Amedeo,

innanzitutto perdonami per averti fatto morire. Non avrei neanche lontanamente immaginato che tu fossi una persona così brillante e briosa e un professionista di così chiara fama. La prossima volta non lo farò più…

Ma ora che ci penso, essendo tu già defunto, non potrei, fatta salva una tua ipotetica resurrezione, farti morire una seconda volta, anche perché troverei deontologicamente scorretto ammazzare un uomo morto. La mia etica me lo impedirebbe, credimi.

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Una recensione psicoanalitica davvero “personale” del giallo napoletano Aglio, olio e assassino di Pino Imperatore

ovvero: Elogio del mio assassino

Tutto è cominciato con una divertita telefonata ricevuta da una mia ex assistita (io preferisco definire “assistiti” i pazienti con me in cura medica o psicoanalitica), la cui psicoterapia ha sortito effetti gratificanti per entrambi, e, nonostante la lontananza geografica, siamo rimasti in ottimi rapporti che coltiviamo via email. Dunque qualche settimana fa, la signora Mavà (la chiamerò così perché era un suo ricorrente e sorridente intercalare) mi annuncia, assai divertita e ironica, che ha appena letto che sono stato assassinato! …in un romanzo giallo, però, si affretta ad aggiungere, insieme al fatto che questo libro viene venduto con appena un paio di euro in più insieme a un quotidiano. Mi augura una buona estate e mi consiglia la lettura, secondo lei piacevole, di questo volume, il cui autore è Pino Imperatore, sul quale mi documento, giustamente incuriosito, con rapidità. In serata trovo subito il libro presso l’edicola più vicina a casa mia. Pur avendo in cantiere questa estate una mole notevole di lavoro, non rinuncio all’intrigante idea di macinare un po’ di pagine di questo voluminoso noir; e, come fanno in genere i lettori “seriali”, controllo subito il numero totale delle pagine, senza provare a mettere a fuoco nient’altro dell’ultima pagina, che in questo caso porta il numero 361. Va bene, mi sono detto, cominciamo col leggiucchiare un pochino e vediamo se la storia mi prende.

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Diario di un pazzo

Nell’adattamento teatrale di Mario Moretti, regia di Flavio Bucci, interprete Marco Caldoro

Il caldo ottobre romano ci invoglia a una lunga passeggiata (obbligata dalle ZTL alleate della guerriglia anti-trigliceridi ottenibile con la semplice deambulazione) da piazza Esedra fino al Teatro dell’Orologio, dove ci siamo incaponiti di recarci per assistere a questa pièce teatrale che non può sfuggire allo psicoanalista psicofuturista. Ne è squisito interprete Marco Caldoro, guidato e ispirato dalla regia di Flavio Bucci. Quest’ultimo ha impersonato Aksentij Ivanovic Popriscin per circa un trentennio, dopo essere stato folgorato sulla via di Gogol in Polonia, mentre girava Il lungo viaggio di Franco Giraldi nel 1975. In “Polacchia” – per dirla alla Jarry – l’indimenticabile protagonista dello sceneggiato Ligabue (diretto da Salvatore Nocita nel 1977, e ispirato alla vita del geniale e strampalato pittore di Gualtieri), conosce un attore ungherese sul set e poi lo va a vedere a teatro, dove recita una riduzione teatrale del Diario di un pazzo e se ne innamora. Lasciamo il resto del racconto alle parole di Flavio Bucci: Continua a leggere Diario di un pazzo

57° edizione del Festival dei 2Mondi di Spoleto

Lo psicofuturista, giunto a Spoleto, s’imbarca subito sulla nave di Luca Ronconi, che ha messo in scena una pièce teatrale tratta da due scritti teatrali di Strindberg: Danza Macabra e Der Vampir. Lo spettacolo inizialmente intitolato Danza di morte, ha ripreso il nome del primo testo nell’edizione finale, per volere del regista. E concordiamo con lui, giacché, non tanto di morte si parla, ma di infernale (r)esistenza di una coppia. Attore d’eccezione Giorgio Ferrara, patron del festival, insieme alla moglie Adriana Asti. Quel gran volpone di Ronconi deve aver pensato, magari ispirato da Stanley Kubrick e Mike Nichols, che non c’è nulla di più esplosivo e veritiero – e teatrale, dunque – che far recitare un dramma coniugale da due attori sposati da tempo, come i nostri. Ricordate la coppia Nicole Kidman – Tom Cruise, a quei tempi ancora perfetta e sposata, in Eyes wide shut, il cui plot altro non è che Doppio sogno di Schnitzler? Continua a leggere 57° edizione del Festival dei 2Mondi di Spoleto

Presentazione del libro Regie dell’inconscio

Il Movimento Psicofuturista dei Due Pianeti è lieto di invitarLa a una matinée cinepsicoterapeutica presentata da Vittorio Giacci insieme ad Amedeo Caruso in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro Regie dell’inconscio – Le radici psicoanalitiche del cinema italiano d’autore (Alpes, Roma, ottobre 2014).
A Roma, sabato 22 novembre 2014, ore 11:30, presso Sala Lettura della Facoltà di Scienze della Comunicazione, via Salaria 115. Alle 13.00: brindisi a Psiche & Cinema. Continua a leggere Presentazione del libro Regie dell’inconscio

Venezia 2014 – 71. Mostra del Cinema

Una memorabile pioggia cinefila da “tempesta perfetta” si abbatte violenta su di noi la notte seguente l’arrivo nella città di Marco Polo, subito dopo aver visto – affascinati – quello che reputiamo il vero vincitore del Leone d’Oro, Loin des hommes di David Oelhoffen, un film che, se non verrà distribuito, vi consigliamo di andarvelo a cercare come e dove potrete. L’acqua a catinelle, che scende incessabile su di noi fino al vaporetto, inzuppandoci come spugne di mare finanche all’interno del battello e poi ancora fino alla nostra dimora a Venezia, non può non farci pensare al meraviglioso film al quale abbiamo assistito domenica 31 agosto. Lontano dagli uomini non è soltanto una pellicola, ma una vera lezione di vita. Centodieci minuti in cui si racconta di un maestro di nome Daru, che vive in Algeria e insegna ai bambini la storia e la scrittura. È di sangue misto e dice di sé: i francesi mi considerano un arabo e gli arabi un francese. Dunque grande è la difficoltà di sopravvivenza in questo paese nordafricano nel 1954, quando il Paese si sta ribellando contro i francesi. Stiamo parlando di quel periodo così perfettamente descritto da Gillo Pontecorvo nel suo film più famoso e forse più importante, La battaglia di Algeri, che proprio qui a Venezia vinse il Leone d’Oro nel 1966. Chi non lo avesse visto sappia di aver perso davvero un grand’esempio di cinema al servizio della storia, senza esserne servo. Continua a leggere Venezia 2014 – 71. Mostra del Cinema

Il Manifesto del Movimento Psicofuturista

Il Manifesto del Movimento PsicofuturistaIl Manifesto del Movimento Psicofuturista è una proposta innovativa per un avanzamento pacifico ma rivoluzionario della psicoanalisi. Il testo, che viene per la prima volta stampato in volume, è stato ideato e stilato da Amedeo Caruso il 20 febbraio 2009, cento anni esatti dalla pubblicazione a Parigi su Le Figaro del Manifesto Futurista di Filippo Tommaso Marinetti.

Il Movimento Psicofuturista si definisce “dei due pianeti” per il desiderio di integrare e valorizzare sempre meglio le componenti maschili e femminili degli esseri umani. Fuori dall’ottica della “guerra come sola igiene del mondo” proclamata da Marinetti, i progetti psicofuturisti sono rivolti invece all’armonia tra i terrestri e alla bonifica dell’inconscio umano come uniche soluzioni per un duraturo benessere planetario.

Lo scopo primario e fondamentale del Manifesto Psicofuturista è la ricerca e la conquista della libertà dell’individuo, poiché la libertà è alla base della sanità mentale degli esseri umani e il presupposto indispensabile per la loro felicità.

Questo libro contiene anche testi teatrali psicofuturisti, recensioni e cronache di viaggio del primo psicofuturista della storia.